Basta!

Ti scrivo dal buio di una camera vuota, nonostante mi fossi imposta di riporti in uno scatolone, a lasciare che ti confondessi con i ricordi: tu che sei uno di quelli.
Volevo farti prendere polvere mentre il tempo strappava prepotentemente alle mie mani i secondi, i minuti, le ore, i giorni, le settimane, i mesi…anche gli anni senza di te.
Ne sono trascorsi tanti ormai, ho perso quasi il conto, mentre mi aggrappavo a speranze inutili, convinta che qualcosa sarebbe cambiata, prima o poi. Leggi l’articolo completo
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Sui volti della gente

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Gli aeroporti sono uno dei luoghi in cui la gente dà il meglio di sé.
Mi guardo attorno, mi dissolvo in storie non mie, provo a delinearne i confini, a tradurre gesti sottili e immensi al contempo. Rubo le sensazioni che quegli sguardi non hanno né voglia, né intenzione di nascondere. Raccolgo l’ansia e l’entusiasmo di cui cade qualche briciola a terra. Inciampo in qualche confidenza che sfugge tra sconosciuti, perché è più facile raccontarsi a qualcuno che non sa niente di te, che probabilmente non incontrerai mai più nella tua vita e che, se ti giudica, poco importa: è la presenza di un attimo che l’attimo successivo si affretterà a far parte dei ricordi. Ed è più semplice ridere e piangere in questi posti senza identità. È più semplice essere chiunque si voglia essere. È più semplice, perfino, essere se stessi. Leggi l’articolo completo

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Una voce fuori dal coro

[...] E’ assurdo quanto un particolare possa trasformare tutto. Quanto una virgola possa cambiare il significato di una frase, un’espressione essere decisiva tanto da plasmare l’umore. Io confido nei dettagli perché ciò che sembra non è quello che è. Ci vuole solo più tempo per capirlo ma il valore nascosto ripagherà qualsiasi sforzo compiuto.
Inseguo i frammenti di energia che mi librano attorno, aleggiano nell’aria e corrono insieme a me nel verde di questo parco che mi induce a riflettere e, ogni tanto, anche a chiedermi “Ma io che faccio qui?”.
Questo è il mondo del caos, delle discoteche, della fretta. Dei mille perché e zero tentativi di scovare risposte. Delle abbreviazioni, perché il tempo e lo spazio costano caro. Del drink in mano e la sigaretta nell’altra che danno quell’aria da “figo”. Dellegriffe. Dei problemi che si risolvono chiudendo un occhio. Dei reality show, delle minigonne inguinali e del troppo trucco in viso. Dei social network. Dell’esigenza di sentirsi sempre un pizzico avanti agli altri per non rimanere indietro in questa maratona senza vincitori. Di chi vive di notte e dorme di giorno…
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Distante da te

[…] Arriva Alessandro a distrarmi. Con lui ci sono mamma e papà. Deve dirci una cosa importante. Ci chiede se siamo pronti e io faccio di sì col capo. Lo fanno anche loro.

«Ho deciso: andrò con lei. Partirò insieme a Paola.»
Rimango ferma. Immobile. Poi lo blocco.
«Ma che stai dicendo?» gli urlo.
«Vale, sarà meglio per tutti.»
«Ma per tutti chi? Per te che credi di poter risolvere ogni problema in questo modo, invece ti troverai fregato un’altra volta perché lei non è come pensi. Stai inseguendo qualcuno che non esiste. È un’illusione.» Leggi l’articolo completo
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Lui, il cuore. Lei, la testa.

Hanno litigato ancora e ognuno se ne sta per i fatti propri a rimuginare.

Si danno le spalle, fingono di ignorarsi, ma entrambi soffrono.

Lui è quello che sta peggio. Lei è più forte invece, lascia perdere il silenzio e non smette di rimproverarlo. Non smette di urlargli contro i suoi errori. Non smette di pretendere di aver ragione sempre e comunque.

Lui spiega che non è così, che ogni tanto sarebbe giusto lasciarsi andare, lasciarsi trascinare dalle sensazioni e non limitare dalla razionalità. Lei vorrebbe, vorrebbe tanto farlo, ma non è nella sua natura, non riesce ad arrendersi al loro amore. Leggi l’articolo completo

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L’età dei perché

Ho iniziato da bambina, quando tutto, agli occhi degli adulti, appare semplice e invece non lo è. Volevo già complicarmi la vita, forse: avevo bisogno di sapere, di capire, per trovare un senso a tutto. 

Un senso che era chiaro dopo un’ingenua domanda a cui era semplice concedere risposta. 

Peccato non possa essere sempre così!
Dicono che sia quella l’età dei “perché”. L’età in cui vuoi conoscere ciò che ti circonda per renderlo, seppur lontanamente, alla tua portata. Per non averne paura, per sapere come affrontarlo, come gestirlo, da che prospettiva guardarlo…

È quella l’età dei perché: inizia da bambini.

E non finisce mai!

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Tu eri…

Tu eri il motivo per cui uscivo ogni giorno. Eri i miei sbalzi d’umore. Eri il senso dei miei sorrisi. Eri le attese infinite e i miei battiti accelerati quando mi arrivava un tuo messaggio o mi telefonavi per raccontarmi anche solo sciocchezze. Eri la sensazione magica che mi dava il tuo sguardo che s’incrociava col mio, delle tue dita che si annodavano alle mie quando scherzavamo o giocavamo o semplicemente ci stringevamo senza    un perché.

[A un passo da te]

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