Silenzio poetico…

Pongo conclusione alla mia fase di SILENZIO POETICO ispirandomi al povero Leopardi, augurandomi, però, di non fare la sua stessa fine. Questo blog funge un po’ da ZIBALDONE, anche se so che tale paragone sarebbe troppo e, soprattutto, troppo deprimente. Ci rido su. Su questo PESSIMISMO ASSOLUTO che non ci accomuna per niente. Che ci distanzia nella maniera più assoluta. Che lo rende triste e angoscioso. Ma allo stesso tempo unico e rilevante. E fanno riflettere tutte queste teorie che pone. L’uomo aspira alla FELICITA’ a cui, però, non potrà mai arrivare, quindi si accontenta del piacere, puro e semplice. Sensibile e materiale. Ma a lui non basta UN piacere, desidera IL piacere, un qualcosa d’infinito, che duri in eterno e che sia in continua estensione. Esiste questo piacere? O meglio, riuscirà mai l’uomo a raggiungerlo? La risposta negativa ad entrambe le domande porterà ad un’INSODDISFAZIONE PERPETUA, ad un vuoto incolmabile nell’anima, quindi ad una infelicità perenne che si identificherà nella nullità di tutte le cose. Allora farà il suo corso la natura, tenterà di attenuare tutti i mali dell’uomo concedendogli due rimedi, semplici ma efficaci (non si sa fino a che punto):l’immaginazione e le illusioni. Ma ecco che entra in pista un altro male, si diverte a danzare e a scatenarsi come più gli piace: la ragione. Una ragione che smaschera tutto ciò che non può essere spiegato razionalmente, eliminandolo a priori, facendo comparire come unico risultato il famoso ARIDO VERO. Non si tratta di altro se non una realtà intesa nella sua vera essenza, motivo base del pessimismo leopardiano che, ormai privo di ogni spiraglio di speranza, si arrende ad un’ esistenza che sarà un pieno conflitto. Ma, tornando indietro, se nella realtà il piacere infinito è irraggiungibile, l’uomo può configurarsi tale piacere mediante l’immaginazione, trovando così conforto ed evasione a quell’alternativa realtà parallela che comprende noia e infelicità. Ciò che stimola l’uomo a configurarsi questa DUPLICE ESISTENZA in cui riesce a provare un illusorio appagamento al suo bisogno è tutto ciò che è VAGO, INDEFINITO, LONTANO e IGNOTO. In tutto ciò, importante è il valore che assumono i concetti di RIMEMBRANZA e RICORDO che, è come se gli restituissero la fanciullezza, unico momento in cui si ha una realtà propria, possibile da plasmare a proprio piacimento in quanto, essendo più vicini alla natura, vi è la capacità di essere immaginosi e quindi di privarsi della razionalità. Ma il mondo moderno rende tutto più difficile perciò non rimane altro da fare se non accettare il VERO rimanendo consapevoli dell’INFELICITA’ dell’uomo. Eppure Leopardi non si rassegna, non eliminerà mai questo carattere FLUIDO concessogli da quel parallelismo REALMENTE IMPOSSIBILE, né dalla sua vita, né dai suoi versi. Non rinuncerà mai alle illusioni, continuerà a vagheggiare attraverso la memoria, a nutrire di essa le sue parole. E alla fine, pensandoci bene, credo che il mio pensiero non sia poi così tanto agli antipodi dal suo. Tutt’altro, e me ne rendo conto solo ora, con un’unica differenza: tento di guardare ogni cosa con un po’ più di ottimismo. Altrimenti credo che le illusioni non riuscirebbero a colmare nessun vuoto, lo accentuerebbero soltanto. In quel modo, aprendo gli occhi, la realtà non permetterebbe più di richiuderli e sognare. Imporrebbe semplicemente se stessa. Noiosa e infelice. Dipende dalla prospettiva poi.

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9 risposte a Silenzio poetico…

  1. Rosa ha detto:

    ehiiii !!!!!!!!!!! grazie per la bella serata di ieri..saremo ripetitive ma è stata davvero bella..troppo divertente..ma è durata poco..
    presto a farne altre!!! ci conto!! baci :-*

  2. maria costanza ha detto:

    jessica….io ancora non te l’ho detto!!!ieri mi sono divertita tanto..è stato un bel pomeriggio seguito da una fantastica serata!!dobbiamo farlo più spesso….e cmq oggi sailor moon non c’era a messa!!!!!!………………ciao baci tvb…
     

  3. Carla ha detto:

    I poeti hanno sempre tratto la loro ispirazione dall’infelicità e dal tormento interiore. Leopardi aveva poi dei grossi limiti fisici che lo hanno portato a rinchiudersi nei suoi pensieri e nella sua solitudine. Noi che viviamo un’esistenza normale abbiamo quasi il dovere di essere decisamente più ottimisti, almeno io lo sono. Non sono sempre felice, anzi, ma quelle volte che mi è capitato di provare qualche grande gioia, è stato un momento indimenticabile. Ciao

  4. Giorgio ha detto:

    Io difendo Leopardi.
    Troppo spesso è stato dardeggiato con facili apprezzamenti sulla negatività del pessimismo, troppo a lungo è stato bollato come "disperato". Coloro che parlano così di Leopardi possono, sì, aver letto le sue poesie, ma di certo non hanno capito nulla, né di questo, né di nessun altro poeta.
    Leopardi non era un disperato, un povero tapinello bruttino e pessimista; Leopardi fu un titano, che in un mondo nero eresse la sua poesia come monumento alla speranza. Qualcuno forse crede che se un poeta fosse davvero disperato scriverebbe qualcosa? Lui scrisse quello che ha scritto per costruire un vascello di speranza: poiché la speranza di un artista è la sua stessa Arte.
    Leopardi pessimista! Che luogo comune! Non nego sia vero, ma è assolutamente necessario figurarsi un uomo vivo, in carne, ossa e passioni, che scrive il "Canto notturno di un pastore errante dell’Asia". Solo così si potrà leggere di più di ciò che Leopardi ha effettivamente messo nero su bianco, solo così si potrà percepire la commossa ammirazione per il pastore stesso.
    Per quanto riguarda l’immaginazione, poi, non capisco proprio che c’entri con Leopardi. Il dolce naufragare del poeta non è un naufragare nella fantasia come lo intendiamo oggi; direi sia più simile ad un’esperienza mistica. Leopardi parla di molte cose, ma mai di evasione dalla realtà nei termini con cui ne parli.
    Ultimo punto: non sparare a zero sulla Ragione. La Ragione dell’Illuminismo, del Rinascimento, dell’Umanesimo, è una ragione viva, vitale, rigogliosa e fertile, oltre che bellissima. Attacca invece la Ragione dei positivisti – che tutt’oggi ha un gran successo – e troverai in me un valente alleato.
    Alla prossima!

  5. Alessandra ha detto:

    Raga è stata una serata fantastica davvero!! ci siamo divertite a ridere e scherzare!!la prossima a sabato?? "…e il resto nn si sa…! aahahha" baci

  6. Jessica ha detto:

    Non c’è bisogno di difendere Leopardi, sto facendo di tutto tranne che attaccarlo, anzi, se lo avessi "disprezzato", di certo, non avrei scritto questo intervento. Mi lascia un pò perplessa il tuo non capire i riferimenti all’immaginazione, ti ricordo che è su di essa che si è fondato gran parte del pensiero leopardiano. Nell’INFINITO tutto scaturisce da quella siepe che intralcia la vista e fa sì che l’immaginazione faccia il suo corso (TEORIA DEL VAGO E DELL’INDEFINITO…ti dice niente???). Qualche mia parola credo sia stata un pò fraintesa da te, ho sottolineato più volte che secondo me è stato e rimarrà sempre un grande. Mi sembri tanto un mio "caro amico" che è disposto sempre a tutto pur di contraddirmi. Andreste proprio d’accordo, sai? Anzi, per niente, perchè siete entrambi ostinati a rimanere con la vostra -giusta o sbagliata che sia- visione delle cose. E non credo che sia sempre un male questo, eh. Ma, ribadisco che ognuno ha le proprie idee e, come tali, è giusto far di tutto per difenderle. Ora rilancio la palla. Vediamo tu di cosa sei capace!😉
     

  7. Sara ha detto:

    Non avrei descritto meglio il pensiero di Leopardi…lo hai fatto magnificamente!!Complimenti…
    Cmq sai penso che il pessimismo o l’ottimismo siano dovuti a varie esperienze d4ella vita che ci segnano…:-)…cmq vedo anche molto "Amore" per Leopardi e lo condivido appieno…
    Baci
    P.s:lo so nn mi conosci, se ti da fastidio il mio commentare dimmelo tranquillamente:-) ciau

  8. Jessica ha detto:

    Tranquilla Sara, continua e fallo liberamente…ricorda, l’unione fa la forza. In due contro Giulio vinceremo di certo! ahahah…che bello…ho trovatto un’alleata!😛

  9. Sara ha detto:

    Per le donne e con le donne…guarda che bel slogan mi è venuto…MI CANDIDO!!!!Ihih non ho l’età ihih
    Ciau un becio

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