Un “Aut-Aut” all’apice dell’impossibile!

 

Eccomi!

Sono entrata di nascosto.                                                                                               

Se avessi bussato, temo che non m’avrebbe lasciato passare.  

 Allora, in punta di piedi, mi sono fatta guidare dalla vita, dal mondo.          

Ora sono a metà strada.                                                                                                                                                                                             Non so se riuscirò a proseguire in avanti. Non so neppure se tornerò indietro, se cambierò il tragitto per ripercorrere quello di prima. So, però, che le pagine di quel libro le ho lasciate scorrere insieme ai pensieri, insieme al giorno e la notte che si lasciano andare dolcemente, così com’ho fatto anch’io, trasportata dal vento e dal tempo che ricorda e rivive ogni istante sempre più intensamente. Chissà perché, poi! 

E, con lo scorrere dei minuti, la penna lascia il segno del proprio passaggio su fogli bianchi che, tutt’un tratto, s’intingono di  colori  tenui, appena accennati, ma… significativi.     

Nel bene o nel male.   

E il bivio è un aut-aut  assurdo, all’apice dell’impossibile.                                                                                                                           Ma, forse, proprio per questo, la scelta deve essere sentita, deve essere presa in mano, afferrata con tutte le forze e le certezze possibili e immaginabili.

 

E, probabilmente, sbagli. O, magari, sono io a confondere tutto, questo non lo so.

So che volto pagina, leggo la successiva.

Vediamo cosa racconta, cosa consiglia, cosa scrivere, cosa aggiungere, cosa eliminare…                                                                                                                                                                                                                                     …si cerca la perfezione, l’assoluto…

Non esiste, lo so…ma almeno un accenno.

Quello che, questa volta, non può proprio mancare…!          

 

                                                                             P.S. “  Buon ferragosto a tutti!!!

                                                                                                                                                               

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12 risposte a Un “Aut-Aut” all’apice dell’impossibile!

  1. ♪RAMROCK♫ ha detto:

    Buon ferragosto anche a te

  2. Tiziana ha detto:

    Anche io sto provando a voltare pagina…. sono quattordici 14 mesi che sono arrivata all’ultima parola…ma non ho ancora girato foglio!!! Perché è la quarta di copertina…. il libro è FINITO!! Ed è sempre un dramma per me chiudere il libro.
    Perché poi tocca prenderne un altro…ricominciare…dedicargli tempo e passione….sapendo che prima o poi finirà…nel bene o nel male!!!

  3. Tiziana ha detto:

    P.S: buon ferragosto a te, cara Saggina n.7
    😉

  4. Jessica ha detto:

    Saggina n.7??
    Noooo… non sono più la 1.985.749esima??
    Wow….alla faccia del salto di qualità….ihih…grazie mille allora! 😉
    Stasera si festeggia allora… =D

  5. tahira ha detto:

    Buon ferragosto anche a te..
    Volta, volta la pagina.
    Ferma non puoi restare.
    Un abbraccio
    Tahira

  6. SARA ha detto:

    lo sai che c’è? che chi cerca trova…ma io non voglio trovare più nulla…ormai aspetto la manna dal cielo…ahahaha scherzo…anche perchè a distanza di un anno le uniche pagine che sono riusciuta a voltare sono quelle dei libri letti…..e sapessi quanti ne ho letti!!!!!!!!!!!ahahah un bacio ti voglio bene cucciola

  7. Checco ha detto:

    Eh, l’ultima pagina… con la mia ex avevo cominciato a scrivere da solo delle pagine da attaccare in fondo al libro pur di non restituirlo allo scaffale. Sono andato avanti quasi tre anni tra tira e molla, sapevo che era inutile continuare ma un conto è saperlo e un altro conto è dire basta.Poi ho deciso che quella vita non mi piaceva e ho cominciato a cambiare qualcosa, come la disposizione dei mobili della camera o a modificare qualche piccola abitudine e ora, dopo un anno, mi stupisco di vedere quanto sia cambiato tutto in meglio. E’ l’effetto valanga, smuovi qualcosa di piccolo che smuove qualcos’altro che a sua volta… :)In bocca al lupo e buon Ferragosto.

  8. cristina ha detto:

    eh..Jessica, qui misà si può fondare un club!! non so se ti consola "il mal comune è mezzo gaudio", ma in ogni caso sappi che non sei affatto sola! qui, come puoi ben notare dai commenti, urge STRAPPARE pagine a diverse persone..intanto, un bacio e buon ferragosto anche a te!

  9. Matteo ha detto:

    le ultime pagine di un libro, se ci fate case, sono sempre bianche. forse perché, mentre le si guarda terminato il romanzo, aiutano a riflettere su ciò che è stato, lasciano spazio e tempo per pensare. bisogna dedicar loro la giusta attenzione, poi, quando è il momento, chiudere il libro, riporlo nello scaffale, coglierne un altro. spesso le prime pagine dei libri sono bianche. aiutano a prendere coraggio e farsi forza. per iniziare, nuovamente. buon tempo…

  10. Claudia ha detto:

    cara jessica
    mai intervento è stato più incredibilmente tempestivo nella sua lettura!
    per me dico… perchè in questi giorni devo chiudere anche io una pagina della mia vita e aprirne un’altra.
    Meglio ancora sarebbe dire che devo proprio iniziare un nuovo libro. L’altro non è chiuso, diciamo che sta attendendo un "sequel"
    ed è difficile, difficilissimo, praticamente un casino
    ma ce la possiamo fare 😉
    buonferragosto anche a te e grazie per tutti i salutini che leggo sempre in ritardo ^^

  11. Tullio ha detto:

    E’ vero, la penna lascia il “suo” segno su un foglio bianco. Ma alla fine della pagina i “pensieri” che la penna converte in segni diversi, potrebbero non essere ancora completi, Jessica. Potrebbero non essere ancora del tutto “chiariti” ed “espressi”. Contrariamente ad un libro stampato dove ogni pagina è ormai statica ed immutabile, persino come posizione e sequenza i foglii possono essere frammenti che si possono spostare e ricomporre a formare altre “catene” Un libro? E’ semplicemente un pensiero che lo scrittore ci trasferisce prendendoci per mano e portandoci nel suo labirinto narrativo. I fogli invece, sono architetture libere e possono essere rimessi assieme secondo forme non stabili e precise ma maggiormente coerenti al sentire. Sai una cosa Jessica? L’importante è avere sempre: tanti fogli di carta, una matita molto grande ed una grandissima gomma per cancellare. Tanto per far pensieri con le metafore, no!??  Lo scrittore russo Vladimir Nabokov diceva: – Non ho mai avuto una matita che abbia resistito alla sua gomma.- Un caro saluto! T.

  12. cielo ha detto:

    Eccomi, per ricambiare la tua gradita visita. Ho voluto fermarmi qui, e lasciare un pensiero in appendice di questo tuo intervento.Ciò che conta non è la scelta di voltare la pagina, bensì la determinazione a raggiungere quell’assoluto che c’è, nonostante la razionalità si ostini a negarne l’esistenza.Ciao

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