Vorrei

Vorrei essere la notte per poterti cullare tra le mie braccia.

Vorrei essere il primo raggio di sole per accarezzarti al mattino.
Vorrei essere un’onda per infrangermi contro le rocce dei tuoi occhi.
Vorrei essere il tuo orgoglio per provare ad autodistruggermi.
Vorrei essere una stella per cadere e avverare ogni tuo desiderio.
Vorrei essere un tramonto per avere il tuo sguardo poggiato su di me e riempirti di speranze.
Vorrei essere un sorriso e tenerti sempre compagnia sul tuo volto.
Vorrei essere una lacrima per averti senza barriere e poi provarti a consolare.
Vorrei essere un turbinio di gioia per riempirti il cuore di emozioni.
Vorrei essere un sogno per sapere che vivi di me.
Vorrei poter alleggerire il fardello delle tue paure.
Vorrei essere un’ombra per ricordarti che, anche nei momenti più bui, io ci sono, sono sempre lì.
Vorrei essere un arcobaleno per colorare i tuoi giorni.
Vorrei essere coraggio e trapelarti l’anima, darti la forza di agire e di dire.
Vorrei essere sostanza e non una semplice presenza.
Vorrei essere un cielo sereno per impedire alla tempesta di travolgere il tuo umore.
Vorrei essere il sussurro del vento e il ticchettio della pioggia che accompagnano i pensieri.
Vorrei essere silenzio per farti sentire il peso della distanza che ci divide.
Vorrei essere l’ispirazione che dà moto alle tue idee.
Vorrei essere quegli attimi vissuti insieme per correre e raggiungere il tuo oggi, anziché restare ancorati e dimenticati in quello “ieri” che ormai non esiste più.
Vorrei essere tutto o forse niente, non lo so.
Vorrei semplicemente essere…
…per credere che tu esisti davvero.
Che ci sei.
In qualche parte del mondo, ti nascondi, ma ci sei.
Questa voce è stata pubblicata in A occhi chiusi e cuore aperto. Contrassegna il permalink.

11 risposte a Vorrei

  1. Carlo Celetele ha detto:

    Se gli stai scrivendo…
    significa che già ci credi che Lui esiste, veramente.
    Buon Pomeriggio da Carlo.

  2. gregorio ha detto:

    se lo senti dentro te stessa a cuor sincero prima o poi si avererà
    molti desideri li devi vedre ad occhi aperti : poi ce un detto non sentirti povera se i tuoi sogni non sisiano averati : ma chiamati te stessa pover se non avresti mai sognato >>< te auguro

  3. Capitano Nemo ha detto:

    In tutti questi “Vorrei” credo di riconoscere la dolce disperazione che affligge le rarissime anime sensibili che stanno perdendo la speranza di trovare qualcuno in grado di comprenderle nel profondo, fino all’essenza . Il desiderio di potersi esprimere, di poter colmare il vuoto della propria esistenza può diventare talmente forte da costringere la mente ad immaginare, e ad affidare a dei propositi quelle emozioni che altrimenti sarebbero svilite proprio dal fatto di essere astratte.
    Sentirsi soli in mezzo a certe persone che non concepiscono la tua particolare sensibilità può sembrare una condanna, ma in realtà è un dono. Le tue parole e i tuoi sentimenti sono testimoni della grazia di questo dono, dovresti compiacertene.

    • Non c’è disperazione, assolutamente, ci sono solo speranze, tante speranze che non credo siano così vigliacche da dissolversi troppo facilmente. Temo siano più testarde di me. Vengono accompagnate da questo desiderio di non tacere, ma di far sussurrare all’anima sensazioni che altrimenti rimarrebbero soffocate dal caos di questo mondo che, in effetti, di concreto ha ben poco.
      Ti ringrazio per il sostegno e la profondità.
      A presto!

  4. Capitano Nemo ha detto:

    Vedi, ho riconosciuto nelle tue parole parte dei miei pensieri e, siccome le sensazioni che provengono da quei pensieri non le percepisco sempre come positive, ho provato a darti la mia testimonianza, che è necessariamente frutto del mio vissuto. Forse per te è stato diverso ma per me è stato difficile, imparare a convivere, con quella “cosa” che sembra troppo grande da poter essere gestita da un solo cuore e che più tenti di analizzare, di capire e più ti manda in affanno. La realtà più triste è che, ad un certo punto, cercando la comprensione negli altri ci si rende conto che non la si può trovare e la frustrazione e l’angoscia cominciano a farti soffocare. L’alternativa, che sto sperimentando, è cercare di placare la mia sete, avvalendomi proprio di quel dolore mielato che mi pervade. Forse, il fatto di non reprimerlo, di accoglierlo, di meravigliarsi nel contemplarlo, di farselo amico, permette di sviluppare una consapevolezza nuova di ciò che si è, di ciò a cui non si è disposti a rinunciare, indipendentemente dal destino o dalla propria autorità nei confronti degli eventi. In questo contesto entrano prepotentemente anche le speranze: sebbene facciano ineluttabilmente parte della nostra esistenza io non posso fare a meno che esserne spaventato. Insomma il realizzarsi di una speranza può istantaneamente travolgerti e, quando meno te lo aspetti, far andare tutto per il meglio; ma può anche trasformarsi in un pretesto, un rifugio dal quale non si uscirà mai.

    Ti ringrazio di avermi ascoltato e di avermi dedicato il tuo tempo, scusami se ti ho tediata con i miei discorsi. L’unica cosa veramente importante è che hai la capacità di sentire in modo straordinario, la volontà di comunicarlo agli altri e di farlo in un modo che non so spiegare: quello che scrivi è autenticamente in grado di attraversare l’anima delle persone.

    • La comprensione altrui non possiamo pretenderla e, se non arriva spontaneamente, bisogna imparare a dire “pazienza, mi sosterrò da solo!”.
      Può essere triste, è vero, ma anche una buona occasione per conoscersi e, forse forse, anche iniziare a stimarsi un pò. Deprimersi e reprimersi non serve a niente se c’è qualcosa che, anche un minimo, può farti star meglio o, quantomeno, farti compagnia in quella solitudine che talvolta rischia di star stretta.
      Tocca le corde del cuore, parla con la voce dell’anima, osserva con lo stupore di un bambino che non sa cosa aspettarsi ma che attende con ansia ed entusiasmo. Ascolta anche i silenzi apparentemente più vuoti, perchè custodiscono infiniti insegnamenti. Poi racconta. Racconta con sussurri discreti, trova ispirazione nei sogni, quelli che alimentano le speranze più profonde. Sembrerà niente, ma in questo niente sentirai la vita che scorre.
      E tutto, visto da una prospettiva diversa, avrà più senso. Non dico che sarà semplice, ma sicuramente più sopportabile.

      Grazie a te, di cuore. E non scusarti assolutamente, mi ha fatto solo un gran piacere… 😉

  5. Capitano Nemo ha detto:

    Ciao sempre gentile e inestimabile Jessica. Ancora una volta sono rimasto sconcertato dalla raffinatezza con cui le tue idee riescono ad insinuarsi negli abissi più inaccessibili della mente, quelli che normalmente nessuno riesce a toccare se non gli viene deliberatamente concesso.
    Nella mia vita ho sempre cercare di raggiungere, per varie ragioni, l’insensibilità alla solitudine. Un percorso a volte obbligato, dettato dalle circostanze che altrimenti mi avrebbero fatto soffrire, altre volte quasi ricercato per imparare a indurire a mio piacimento la corazza fra me e tutto ciò che mi circonda e poter sopravvivere senz’acqua, resistere alla cattiveria, resistere all’indifferenza, per un tempo indefinito nel deserto, per poi rifiorire quando se ne ripresentava la possibilità o la volontà. Ho sempre pensato che se una persona è in grado di sopravvivere emotivamente sola, allora il suo equilibrio interiore è sufficientemente stabile da poter stabilire rapporti (di qualunque genere) più veri con gli altri…. meno simbiotici, non basati su una necessità, sul bisogno, ma sull’autentico piacere di stare assieme, di generare e regalare emozioni, di condividere qualcosa. Dopo queste elucubrazioni, però, con uno schianto fragoroso “cade il palco” e devo dire che hai assolutissimamente ragione: la mia solitudine mi sta stretta. E mi sta stretta perché con la minuscola totalità di persone a cui ho permesso di avvicinarsi, qualcosa da condividere non c’è, o se c’è semplicemente non mi basta. Paradossalmente ciò che certamente mi fa compagnia, e che può farmi stare meglio, è qualcosa di nuovo ma che non posso e non voglio controllare. Deve rimanere libero per non snaturarsi. Ma che c’è, ed è perfettamente in grado, più o meno consapevolmente, di guidarmi nel mio mondo sommerso.
    Ed hai ancora ragione quando mi dici, di assecondare la mia natura, anzi di esaltarla, di affinarla, di renderla più acuta, più sincera e di perpetuarla cercando in qualche modo di condividerla. Obbiettivamente non so se sono all’altezza di comprenderlo e di farlo nell’accezione che tu intendi (per quanto si possa lucidare un sasso, non sarà mai in grado di confrontarsi alla pari con un diamante), ma senza rendermene conto qualcosa lo sto già facendo ed è più di quanto lo abbia mai fatto prima, più di quanto abbia avuto la possibilità di fare prima. Prima implica un dopo. Prima e dopo scandiscono un evento…. la vita che scorre!

    • Se la senti scorrere è già un buon sintomo, è il segno che tutto sta cambiando e che quel senso c’è.
      Non pensare assolutamente di non essere all’altezza perchè dal momento in cui cominci ad affogare nei dubbi è difficile riuscire a risalire indenni e, di conseguenza, con la stessa voglia di farcela. Ogni momento di debolezza può essere una sconfitta, può essere sfruttato dall’avversario per sferrare il suo colpo vincente, ma ricorda anche che ogni momento di debolezza ti fa conoscere la tua parte più nascosta che, di tanto in tanto, richiede un pò d’incoraggiamento. E tu DEVI fornirglielo. Devi aiutarla perchè quella sarà la tua forza.
      Chi ti dice che si tratta di un sasso e non di un diamante?
      La superficialità considera superiore qualcosa di più prezioso solo perchè di maggior valore materiale, è vero. E il valore effettivo ed affettivo dove lo mettiamo? Una cosa, qualsiasi cosa, fatta col cuore vale mille volte di più, non dimenticarlo mai!
      Vale il tempo che le hai dedicato, vale il fatto di essere stata forgiata dalla tua sensibilità e, proprio per questo, non può essere assolutamente banale. Vale la costanza con cui hai fatto nascere e crescere quell’idea, quella speranza, quel sogno, quel dono… Vale la diversità da tutto il resto perchè non troverai mai nulla di paragonabile perchè sai che ha un qualcosa in più, qualcosa di speciale, unico. Qualcosa che va oltre il paragone oggettivo e che, proprio per questo, sarà sempre più tuo. Forza e coraggio!😉
      Grazie ancora!

  6. Mariaurora ha detto:

    Carissima Jessica, vorrei, vorrei essere io quello che sai essere tu, tu sei già molte di quelle cose … mamma mia mi vengon i brividi legger le tue poesie, come ti dissi un giorno, spesso mi sembra tu sia passata dentro me e mi abbia letto, io non sarei capace, purtroppo non riuscirei ad esprimere quello che provo, che sento dentro di me, ma non importa tu lo fai anche per me Grazie Jessy ASABS ASABS non cambiare mai resta così che leggendoti possa continuare a dire: Ecco son qui, ho scritto io .. fingerò di essere riuscita, sarà una bugia, una bugia che mi racconterò, dirle non so, solo per questo potrò credere di essere riuscita ad esprimermi così meravigliosamente!!! Ciao Jessica LA TUA SIA LA MIGLIOR VITA !!!

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