Aforismi

 Ha gli occhi neri e profondi più del solito. Chi ha mai detto che per essere belli è necessario che siano chiari? Non è vero, è solo un alibi per chi non ha voglia di scavare a fondo e si accontenta di ciò che nota a primo impatto. Ci sono occhi e occhi.
Ci sono sguardi e sguardi.
E i suoi non hanno eguali.

Correvo alla ricerca di una spiegazione, di un motivo, di una medicazione per quella ferita che stava perdendo troppo sangue: avevo un’emorragia all’anima.

Mi piace pensare che mi sveglierò tra trent’anni nel cuore della notte per una sua chiamata in cui mi chiederà di vederci. Mi raggiungerà a casa, parleremo un po’, si tranquillizzerà e poi ci addormenteremo sul divano guardando un bel film.
E saremo le due migliori amiche di sempre…e per sempre!

Ci credevo. Credevo che prima o poi avrebbe iniziato a crederci anche lui.
Ma nel momento in cui ho creduto che ci stesse credendo, ho dovuto ricredermi.

È incredibile come un sorriso possa stravolgere l’umore, uno sguardo ricambiato, edificare castelli e poi distruggerli con la stessa facilità, quanto una parola possa essere tradotta e interpretata all’infinito assumendo le forme e i colori più vari che spesso non sono quelli che ha davvero, ma quelli che vorresti avesse. Che sembrano più giusti, migliori, ma migliori per chi?

Non siamo come gli aquiloni: col vento contro, anziché volare, ci pieghiamo. E il vento contro c’è quasi sempre.

Scorre, lento e inesorabile, il tempo, come un fiume che si rigetta alla foce dei perché. Quella foce che di risposte non ne ha. Quella foce che di risposte non ne dà.

Non sarà un salto nel vuoto, ma un passo enorme verso l’infinito!

…sento un sublime attimo di gelo mentre, cercandoti, alzo gli occhi al cielo. Eppure non ti trovo, non ti vedo, sento solo quel fracasso, quello scontro, quell’impatto, e nel silenzio c’è un abisso…

Dietro a ogni “forse” può esserci una certezza. Dietro a ogni trascurabile comportamento, un senso. Dietro a ogni istante, un’emozione celata. Dietro a ogni sorriso, una lacrima. Dietro a ogni dubbio, una risposta. Dietro ad ogni “vai via!”, un “rimani!”.

Andar via serve: per tornare se stessi!

Ho rischiato di perderlo quel maledetto treno.
Ho rischiato di non poter capire quanto mi servisse raggiungerlo per rendermi conto che era quello sbagliato.
Che tu eri quello sbagliato.

Il passato è Musa.

…e se le mie aspettative dovessero essere troppe o troppo poche, raccoglierò le briciole delle mie pecche finché, anche con quelle, non riuscirò a costruire qualcosa di nuovo e altrettanto grande e forte.
Perché è sbagliando che s’impara!

…ma in realtà non sono che una delicata rosa che pretende di difendersi con le sue patetiche spine e,
come un fiocco di neve, mi abbandono alla tormenta.

Tu eri il motivo per cui uscivo ogni giorno. Eri i miei sbalzi d’umore. Eri il senso dei miei sorrisi. Eri le attese infinite e i miei battiti accelerati quando mi arrivava un tuo messaggio o mi telefonavi per raccontarmi anche solo sciocchezze. Eri la sensazione magica che mi dava il tuo sguardo che s’incrociava col mio, delle tue dita che si annodavano alle mie quando scherzavamo o giocavamo o semplicemente ci stringevamo senza un perché.

Lei è tutto, lei è il nulla: se la sfiori è una bolla. Se la tocchi, poi ti scotti. Diventa vetro se ci sbatti.

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